Nella casa di vetro

venerdì, gennaio 06, 2012

Tradito o non tradito?

Con fare mellifluo, come di consueto, mi accingo a visitare il cibestrazio sicuro che prima o poi qualcosa dovrà pur rompersi, quandanche dovessi essere io.

giovedì, luglio 14, 2011

Vaffanculo mi devo sfogare

Ma perché certa gente ce la mette proprio tutta per risultarti antipatica? e proprio a me...
Vaffanculo a voi, non ve lo dico nella realtà ma ve lo meritate tutto, vaffanculo a quando mi faccio in 4 lavorando d+ di quanto mi spetta e che quando c'è un errore di comunicazione per VOSTRA colpa ve la pigliate con me (e sbaglio ad essere qualunquista, dovrei proprio parlare al singolare, perché qualcun'altro non se lo merita), Vaffanculo quando credete di essere simpatici dicendoti in faccia con una mezza risatina che tanto la gente come te non va bene e non ha speranze, VAFFANCULO a quando per semplice presa posizione mi mostrate una cordialità degna di un figlio di puttana.
E poi vaffanculo a chi ti offre un immagine iper edulcorata della malafede che ti porta dietro, come fosse vittima della tua cattiveria e non lasciandoti alcun modo di comprendere perché, cosa hai fatto per meritarti questo e vaffanculo a chi pensa di riuscire ad essere simpatico a comando solo quando gli serve comportandosi parallelamente male quando non gli interessi.

Se non ci fossero quelle poche persone a cui posso pensare con stima della loro benevolenza credo sarei già morto dalla rabbia, quando da voi si dirigono i miei pensieri è quello il momento in cui mi state salvando.


sabato, giugno 25, 2011

Knock-out

Giusto per festeggiare un momento di sconforto, non tanto per essere significativi ma tanto perché significhino gli altri.
...scusa non volevo, mi sarei dovuto comportare diversamente...

giovedì, aprile 07, 2011

La tragedia del tremila

Siamo assoggettati ad una sorta di autonomia condivisa, dove nessuno è in grado di rimettersi all'altro con mutua e risoluta fiducia.
Il problema io lo identifico più alle circostanze che alle persone, questo bisogno di concrete e tangibili verifiche che col tempo ha portato alla regolamentazione dei rapporti, alla standardizzazione dei comportamenti ed ad una richiesta di una innaturale sicurezza.
Il sentimento di appartenenza che di conseguenza si disgrega insieme ad una scala di valori che non si sa se nemmeno può essere in qualche modo riscritta.
E alla fine ci si ferma ad osservare il dissolversi di ogni speranza nel caos delle quotidiane ricorrenze, sempre uguali e sempre così vuote di significato.
Rimarremo solo freddi accessori delle meccaniche di sopravvivenza, spersonificati dell'animo umano.

domenica, marzo 27, 2011

Forse sarò solo per sempre

È nei momenti duri che sei costretto a rimettere in considerazione te stesso, ho sempre pensato di essere una persona neutrale, e nei limiti di quanto mi sentissi a mio agio, per primo ho mostrato i miei difetti, le mie mancanze e gli sbagli.
A prescindere se questa si sia rivelata una politica vincente (e no, non lo è mai stato quando le intezioni di chi ti è affianco non sono propriamente orientate alla condivisione) non penso che sia un modo incorretto di mostrarsi e quindi voglio continuare a comportarmi così.
Tante volte, giorno per giorno, ho l'occasione di abbandonare un certo tipo di condotta, ed ho ceduto alle avanches della mestizia innumerevoli volte, anche se ammetto che questo accada quando non ho il tempo di ragionare ad idee chiare, fuori dallo stato emotivo durante la quale la situazione impellente richieda un mio intervento repentino.
Non per altro una delle ragioni per cui buona parte dei conoscenti pensino che io sia solitario e poco incline alle effusioni è questo bisono di distaccarmi dalle situazioni che mi disorientano ed il bisogno di una calma innaturale per essere ciò che voglio.
Ma soffro, soffro tantissimo, anche solo all'incrocio di uno sguardo contrariato.
E torno a stare da solo, dentro di me, dove con molta pazienza e sacrificio riesco a ritrovarmi e sentirmi sicuro delle mie idee.

martedì, marzo 15, 2011

Inutilità volitiva

"the real world is for people who can't imagine anything better"

lunedì, febbraio 21, 2011

+•-=- +•+=+ -•-=- e non +?

Partiamo da un presupposto, la gente non sa volare; ma non è che non si getta un precipizio per questa ragione, non si getta perché non vuole farlo.
Quindi diciamo che l'organo promotore dei nostri tentativi è il cervello.
Ora nell'ardua sentenza di decidere se un azione è abbastanza concreta per avere successo ci si dovrebbe chiedere: "Ma io perché lo faccio?"
Perché il successo è la sola realizzazione di conseguenze volute e premeditate ma la vera differenza sta in quello che facciamo e non in quello che otteniamo.
È sempre pur vero che all'analisi della nostra condotta questa viene programmata in base al risultato il quale però dovrebbe fungere al massimo come ago della bussola e non della bilancia.
E quindi in base a questo decido come ritenere le situazioni, gli argomenti, le persone, le mie decisioni e tutto il resto,

L'intenzione quindi fa si che una persona in grado di vivere sola tenda ad ignorare chi non lo sia che a sua volta detiene interesse per la prima.
Ma il motivo per cui due persone in difetto non si attraggano non riesco a capirlo, preferirei che ci comportassimo come prodotti di operatori aritmetici che come atomi impazziti.